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Biblioteca: sabato 20 gennaio 16,00 - conferenza "La Shoah delle ragazze" a cura di Matteo Corradini in occasione del Giorno della Memoria 2018

In occasione della

Giornata della Memoria 2018

proponiamo la conferenza

"La Shoah delle ragazze: Anne Frank, Etty Hillesum, Ilse Weber, Inge Auerbacher"

a cura di Matteo Corradini

SABATO 20 gennaio ore 16,00 presso SALA CANTONI

INGRESSO LIBERO

 

Io continuo a star zitta e a rimanere fredda

e anche in seguito non retrocederò davanti

alla verità, che è tanto più difficile da udire

quanto più a lungo è stata taciuta.

Anne Frank

 

Una cosa è certa:

non potrò mai scrivere le cose

come la vita le ha scritte per me.

Etty Hillesum

 

L’idea: le storie delle ragazze ebree nella Shoah

Il Giorno della Memoria non è solo l'occasione per ricordare il passato, ma è anche una

opportunità, l'opportunità che il passato possa lasciare un segno sul presente, sulle

coscienze e sulle azioni degli adulti, dei giovani.

In questo caso, l'opportunità è data dall'ascolto delle parole e dall'approfondimento della

vita di Annelies Marie Frank, universalmente nota come Anne Frank, di Esther Hillesum,

conosciuta da tutti come Etty, simboli assoluti della Shoah ma per certi versi personaggi

poco conosciuti. E insieme a loro l’opportunità di ascoltare le parole di Ilse Weber, dal

musicista suo malgrado nel ghetto di Terezin, e di Inge Auerbacher, sopravvissuta allo

stesso ghetto.

Quattro bambine, ragazze, donne diverse accomunate solo dal dolore e dalla voglia di

uscirne. Quattro storie parallele nella storia della Shoah, con parole che si richiamano e

ritornano. La Shoah delle ragazze: impressioni e pensieri sul presente, su cosa avviene

oggi. Di cosa significhi leggere Anne Frank in uno stadio di serie A…

Un viaggio nel razzismo più terribile e definitivo, con gli occhi delle donne.

Un recupero delle loro figure serve anzitutto a sfatare alcuni luoghi comuni, e dall'altro a

dare un valore più profondo e concreto alla Memoria, una memoria che diventa viva,

diventa sguardi e parole. Significa restituire l'umanità alle storie e, per certi versi,

riavvicinarle ai giovani e agli studenti. Aggiornare le conoscenze sulle ragazze nella Shoah

per rendere ancora più solide le loro figure agli occhi di tante persone che le conoscono

presumibilmente per sentito dire, e che ancora più sicuramente non hanno letto i loro

Diari o altri loro scritti.

 

Le quattro ragazze

Anne Frank

(Francoforte sul Meno, 12 giugno 1929 – Bergen-Belsen, febbraio 1945). Nel 1933 segue la

famiglia nel trasferimento ad Amsterdam. Il 12 giugno 1942 riceve in dono un diario: sarà

suo compagno di clandestinità. Deportata l’8 agosto 1944 nel lager di transito di

Westerbork, viene trasferita ad Auschwitz il 3 settembre poi spostata con la sorella Margot

nel lager tedesco di Bergen-Belsen, dove muore di tifo.

Etty Hillesum

(Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943), a 29 anni segue il destino

di più di centomila ebrei olandesi e viene imprigionata dai nazisti nel campo di transito di

Westerbork. Scrive lettere e diari pieni di riflessioni e spiritualità. Verrà uccisa ad Auschwitz

il 30 novembre del 1943.

Ilse Weber

(Witkowitz, 11 Gennaio 1903 – Auschwitz, 6 ottobre 1944.), fu una poetessa ebrea e in

particolare scrisse canzoni e poesie per i bambini. Dopo aver salvato un figlio grazie a un

kindertransport, viene deportata a Terezin, dove compone canzoni per i bambini

dell’infermeria / ospedale. Si consegna volontariamente alla partenza del treno e viene

uccisa ad Auschwitz.

Inge Auerbcher

(Kippenheim, 31 dicembre 1934), ebrea tedesca, viene deportata nel ghetto di Terezin,

nell’allora Cecoslovacchia. Ha una bambola, Marlene, dalla quale non si stacca mai. Vive

due anni nel ghetto. Non viene deportata e alla fine della Seconda Guerra Mondiale è

ancora in vita, pur malata e denutrita. Vive a New York.

 

Il valore della Memoria

Ricordare non è un favore che facciamo a un popolo poco conosciuto o per alcuni

sconosciuto quale è il popolo ebraico. Fare memoria è un favore e una promessa che

facciamo anzitutto a noi stessi e a chi verrà dopo di noi. Voglio vivere e voglio che la gente

viva. Voglio ricordare, e voglio che la gente ricordi.

Ricordare la Shoah è molto importante. Ricordare è una iniziativa umana e culturale

insieme, che intraprendiamo perché è l’unica capace di farci credere che potremo stare

lontani dalla crudeltà che mosse e muove molti uomini. Non smarrire la memoria di uno

dei momenti più drammatici del passato europeo significa anzitutto non smarrire la

memoria della propria benevolenza. Ma come fare in modo che il ricordo non diventi

occasione di retorica e parole povere di senso? Come invogliare gli adulti e i ragazzi al

gusto della storia e della memoria? Sono domande molto attuali, per le quali si stanno

definendo via via le linee di una didattica che sarà sempre più importante in futuro, e che

spingono a tentare strade diverse per intraprendere una conoscenza, non solo storica, di

quegli eventi.

Ricordare Anne Frank e Etty Hillesum insieme significa ricordare episodi fondamentale

dello sterminio degli ebrei, per ricordare l’intera Shoah. Sono domande e questioni

passate nel tempo ma mai passate a livello ideale e sociale. Divulgare significa anzitutto

far sapere, conoscere e raccontare. Divulgare significa anche rendere più semplici (ma non

semplicistici) il lessico e le narrazioni perché i contenuti siano percepiti e compresi da un

pubblico più vasto, magari composto da bambini o ragazzi. Non dare nulla per scontato, a

settant’anni di distanza, significa trovarsi di fronte ad una occasione, la possibilità di

avvicinarsi seriamente ad una questione partendo dall’essenziale, dalle motivazioni di

fondo.

 

L’incontro: una questione di stile

Il senso del recupero della memoria equivale nella conferenza alla narrazione di storie

particolari: non che si sia fermata la ricerca sulla storia globale, “vista dall’alto”, ma cresce

di anno in anno il desiderio di storie raccontate e “viste dal basso”, da dentro. Attraverso

la lettura, il video e la musica si ricostruisce il clima culturale e sociale del tempo e si

forniscono informazioni insieme a sensazioni. Il linguaggio poetico e diretto di Anne Frank

e la saggezza e la sensibilità di Etty Hillesum fanno da filo conduttore. Le parole sono

prese direttamente da documenti originali o da pubblicazioni successive.

Verranno proiettate fotografie e video sostanzialmente inediti e poco noti. Verranno altresì

utilizzate alcune scene di lungometraggi e docufilm.


Credits: AIT